Domenica, 23 Aprile 2017 12:08

“Abbiamo visto il Signore”

Dopo la sua risurrezione Gesù esorta i suoi a rendergli testimonianza e a recare a tutti l’annuncio della sua vittoria sulla morte e la novità di salvezza che ne consegue. Sarà particolarmente dopo l’evento di Pentecoste che, animati dallo Spirito Santo, gli apostoli diffonderanno il lieto annuncio della resurrezione di Cristo “fino agli estremi confini della terra”, cioè secondo la concezione di allora fino a Roma…

Domenica, 16 Aprile 2017 18:54

Cristo, mia speranza è risorto, Alleluia.

Voi sapete, tutti noi sappiamo ciò che accadde in Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazareth, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui, con Gesù. I Giudei lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno...

Per questo siamo arrivati sin qui. Per questo abbiamo seguito il Nazareno nel deserto, e sul Tabor. Per questo ci siamo identificati nella sete della samaritana, nella cecità del mendicante di Siloe, nell’angoscia profonda delle sorelle Marta e Maria per la morte di Lazzaro. Per questo. Per essere qui, un po’ defilati, un po’ affannati. Come siamo sempre nella nostra caotica vita. Affanno cui ha cercato di porre un argine questo tempo di verità e di essenzialità.

Ogni volta che si rilegge il Vangelo del cieco nato non si può non restare stupiti di fronte all’atteggiamento dei farisei, messo in rilievo anche dall’ironia con la quale l’evangelista Giovanni lo dipinge. Hanno di fronte un cieco nato che ha ritrovato la vista, ma non esprimono nessuno stupore. Fin dall’inizio c’è in loro un rifiuto implacabile e ostinato di fronte a quello che è appena avvenuto.

Ogni volta che si rilegge il Vangelo del cieco nato non si può non restare stupiti di fronte all’atteggiamento dei farisei, messo in rilievo anche dall’ironia con la quale l’evangelista Giovanni lo dipinge. Hanno di fronte un cieco nato che ha ritrovato la vista, ma non esprimono nessuno stupore. Fin dall’inizio c’è in loro un rifiuto implacabile e ostinato di fronte a quello che è appena avvenuto.

Per entrare nel forte messaggio del brano del Vangelo, la porta più adatta è la prima lettura, l’episodio dell’Esodo, così provocante. Il dubbio del popolo in viaggio - “il Signore è in mezzo a noi, sì o no?” - non nasce per un improvviso emergere dello spirito critico, nasce nella tensione tra la speranza e la disperazione. Questo popolo si era mosso perché un uomo, Mosè, aveva suscitato in lui la speranza della liberazione.

Ogni figlio ha in sé qualcosa del padre e della madre, così come ogni creazione ha in sé qualcosa del suo creatore: in questo caso si parla di stile, nel primo caso addirittura di cellule, di esseri viventi, di DNA. Così, un capo di alta moda porta in sé qualcosa dello stilista che l’ha disegnato; un quadro o una statua dicono sempre qualcosa della vita di un artista; un figlio ha quantomeno alcuni tratti somatici, ma anche caratteriali, di uno o di entrambi i genitori.

Ogni figlio ha in sé qualcosa del padre e della madre, così come ogni creazione ha in sé qualcosa del suo creatore: in questo caso si parla di stile, nel primo caso addirittura di cellule, di esseri viventi, di DNA. Così, un capo di alta moda porta in sé qualcosa dello stilista che l’ha disegnato; un quadro o una statua dicono sempre qualcosa della vita di un artista; un figlio ha quantomeno alcuni tratti somatici, ma anche caratteriali, di uno o di entrambi i genitori.

La parola di Dio di questa ottava domenica del tempo ordinario ci indirizza verso scelte coraggiose, chiare e risolute per la nostra vita di cristiani. Soprattutto il Vangelo di oggi ci illumina circa ciò che è doveroso fare, se vogliamo seguire e servire il Signore. Non si può vivere in ambiguità, non si può avere una doppia vita. Ci vuole coerenza, fedeltà e trasparenza nel modo di agire ed operare.

Il Signore chiede ai suoi discepoli una purezza grande. Purezza di cuore, di mente, di mani, di occhi, di desideri, di volontà, di lingua. Si noti bene. Se una purezza manca, tutte le altre mancano. Se uno non è puro nel cuore, mai sarà puro nella lingua e mai sarà puro nei pensieri, nei desideri, nella volontà, nelle mani. Le sei contrapposizioni con la Legge Antica non sono da prendersi da soli, come se uno potesse esistere senza l’altro.

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