L’evangelista Matteo, riprendendo un’immagine del libro di Isaia, ci dice quello che è Gesù per noi: la luce. Nella nostra vita, vediamo spesso tenebre, resistenze, difficoltà, compiti non risolti che si accumulano davanti a noi come un’enorme montagna, problemi con i figli, o gli amici, con la solitudine, il lavoro non gradito…

Giovedì, 02 Gennaio 2014 00:00

Gloria a te, o Cristo annunziato alle genti

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. La liturgia di oggi ci immerge nuovamente nel mistero del Natale. È facile per noi dimenticare, essere presi dai ritmi della nostra vita e lasciarci dominare da essi. E forse, in questi giorni, non siamo stati attenti come Maria che “conservava nel cuore tutto quanto accadeva” attorno a Gesù.

A Gerico si trovava un posto di controllo doganale dell’amministrazione romana. Zaccheo era il capo dei controllori. Egli aveva sulla coscienza non solo le estorsioni e le malversazioni finanziarie abituali fra i“doganieri” dell’epoca, ma era considerato anche traditore politico e religioso, perché collaborava con i detestati oppressori della Palestina e, anzi, li sosteneva.

L’evangelista Marco che ascoltiamo quest’anno ci presenta le azioni e le parole di Gesù durante il suo viaggio a Gerusalemme. Viaggio sicuramente topografico, ma anche e soprattutto simbolico.

Nella storia, nelquotidiano più ordinario, il Dio eterno si fa prossimo dell’uomo. Attira la suaattenzione e gli invia dei “segni”: per esempio, facciamo l’esperienza inattesadel suo aiuto; incontriamo un uomo che testimonia di lui con forza. La suapreghiera ci coinvolge e noi “prendiamo gusto a essere con Dio”.

L'annuncio di Gesù: 'Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino', si colloca sullo sfondo delle attese del popolo circa il Messia, ma contemporaneamente se ne stacca. A differenza della speranza ebraica che parlava di futuro, Gesù dice che l'ora messianica è arrivata, è qui nelle sue parole e nella sua azione: l'annuncio di Gesù ha un tono di gioia e insieme di urgenza. Egli rivolge l'appello a tutti coloro che erano ritenuti fuori della gioia messianica: i poveri, i peccatori, i piccoli, gli stranieri.

“ I pubblicani e le prostitute vi passeranno avanti nel regno dei Dio”, disse Gesù a coloro che lo ascoltavano nel tempio.  Senza dubbio, queste parole suonano come una bruciante sferzata per i farisei. Loro, che si consideravano (ed erano ritenuti) “puri”, sarebbero stati preceduti dai pubblici peccatori e dalle prostitute!  Qual è il rimprovero che Gesù fa ai farisei? Per prima cosa rimarca la distanza tra il loro “dire” e il loro “fare”.  E lo esemplifica narrando una brevissima parabola.

La funzione dei discepoli è illustrata dalle metafore casalinghe del sale in quanto condimento e dell’unica lampada che illuminava la casa di una sola stanza del contadino palestinese. Nella spiegazione, le due immagini (5,16) vengono riferite alle “opere buone” dei discepoli. Vivendo secondo l’insegnamento di Gesù, gli uomini manifesteranno la bontà del “loro padre che è nei cieli”. Questo probabilmente è il senso originale delle immagini.

Sabato, 20 Novembre 2010 00:00

Venga il tuo regno nel mondo degli uomini

Il Crocifisso di Luca non sta in silenzio, ma parla: alle folle, al Padre, al ladrone pentito. La prima parola di Gesù è stata per le donne, invitandole alla conversione. La seconda parola è per i suoi crocifissori: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno” (23,34). Gesù non solo perdona, ma scusa. Non muore minacciando il giudizio di Dio, ma perdonando e scusando.

L’evento dell’incarnazione del Verbo è la rivelazione perfetta e insuperabile del mistero di Dio. È nella “storia del Verbo” (san Bernardo) che l’uomo può vedere la gloria di Dio e così la vita eterna è già donata all’uomo, mentre ancora vive nel tempo.

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