Venerdì, 26 Novembre 2010 00:00

Capitolo 5 - Il libro dai sette suggelli

La sezione descritta sommariamente qui sopra inizia con la visione del trono di Dio. La visione è preceduta da un invito (fatto a Giovanni dalla stessa voce di 1,10) a salire verso il cielo ove sta il trono di Dio. Tra questo luogo e la terra si frappone una porta, che è aperta: l’immagine della porta suggerisce l’idea che la contemplazione del trono di Dio non è pubblica, ma è riservata a coloro che possono accedervi, che sono invitati a varcare quella porta. È uno spunto che darà luogo a sviluppi esoterici e mistici di vario genere. Se, com’è probabile, le “sette lettere” (parte parenetica dell’Apocalisse) sono state inserite tra il Cap. 1 e il cap. 4 al momento della stesura definitiva dell’Apocalisse, significa che il cap. 4 in origine era continuo al cap. 1 e forse formava tutt’uno con esso.

Venerdì, 05 Novembre 2010 00:00

Capitolo 4 - Chiamati a essere vincitori

Abbiamo visto nella visione inaugurale di Giovanni (1,9-20) che il Cristo gli appare con caratteristiche di potenza. Non si tratta solo di una potenza metafisica, cioè di una caratteristica inerente alla sua natura, ma anche di una potenza ricevuta e verificata storicamente, quando Dio lo risuscitò dai morti. Per questo al centro della visione stanno le parole: “ fui morto, ma sono vivente per sempre” (1,18). La vittoria di Gesù sulla morte è la manifestazione suprema della sua potenza, il fondamento e il principio della sua glorificazione. Nelle sette lettere egli ora chiama i credenti ad es-sere anch’essi vincitori.

Giovedì, 21 Ottobre 2010 01:00

Capitolo 3 - Prima parte

C’è nell’Apocalisse una profonda unità nel descrivere la vocazione dei cre-denti e della chiesa (nel senso di “popolo dei credenti”), dal principio alla fine: essi sono chiamati alla costanza, alla fedeltà, alla testimonianza che può giungere anche alla sua forma estrema (martirio) - seguendo in questo le orme dell’agnello. Tuttavia questa vocazione è espressa in forma più generale nei primi undici capitoli, mentre da 11,15 in avanti prende una concretezza sempre maggiore il contrasto fra la fedeltà richiesta ai credenti e le pretese messe avanti dallo Stato romano. Ritorneremo su questa differenza all’inizio della seconda parte. Ora esamineremo la prima, che si estende dalla visione del Cristo alla missione dei due testimoni, passando attraverso le sette lettere, i sette suggelli e le sette trombe.

Giovedì, 14 Ottobre 2010 01:00

Capitolo 2 - Il preambolo

La prima parola del versetto dell’Apocalisse è quella che è poi servita a in-dicare il libro stesso: il Cap. 1 infatti comincia con la parola apokàlysis. Generalmente le Bibbie italiane traducono questa parola con “rivelazione” in 1,1. Invece la traducono con “Apocalisse” nel titolo del libro, benché in greco la parola sia la medesima (tuttavia la traduzione del Diodati mette nel titolo le due traduzioni: “Apocalisse o Rivelazione di Giovanni il teologo”. Le Bibbie inglesi e tedesche, generalmente, preferiscono usare la medesima parola nei due casi, intitolando l’ultimo libro della Bibbia Rivelazione.

Giovedì, 07 Ottobre 2010 01:00

Capitolo 1 - L’Apocalisse

La prima norma da osservare è di tener conto dell’epoca in cui L’Apocalisse è stata scritta, e dei lettori ai quali era destinata. L’importanza della situazione in cui un libro viene scritto, può essere illustrata come esempio il più noto scritto apocalittico ebraico, quello di Daniele. È un libro che nasce come reazione alla politica del re di Siria Antioco IV Epifane. Questi non si contentavano di occupare militarmente la Palestina e di sfruttarne gli abitanti: egli cercava anche di inserirla nell’orbita culturale della civiltà ellenistica.

Giovedì, 07 Ottobre 2010 01:00

L’APOCALISSE

Questo scritto fantastico e misterioso dell’ultimo libro della Bibbia raccontato da Giovanni, così si nomina lo scrittore sacro. Svolgeremo una serie di catechesi su questi temi, prima di tutto per conoscere la storicità e come vivevano i primi cristiani delle prime chiese fondate sicuramente dagli Apostoli di Gesù, vogliamo toccare con mano questi racconti ed avere una spiegazione di esse, aiutati da un noto teologo protestante Bruno Corsani. Nata da una lunga esperienza di studio biblico con un gruppo di predicatori e studiosi, quella di Corsani è una guida semplice e pratica che aiuta ai lettori a evitare fraintendimenti riguardo l’ultimo libro della Bibbia.

In una situazione come quella che la società italiana vive, che è una situazione di gravissimo attentato alla libertà di coscienza e di cultura del popolo, la Chiesa non può continuare in un silenzio che risulta incomprensibile alla maggior parte dei cristiani, ma anche a moltissimi uomini di buona volontà.

“Non sono un esorcista. Non chiamatemi così”. Un gioiellino incastonato tra mare, pineta e canale. Un angolo di cielo dove si dimenticano traffico, convulsioni della vita quotidiana e forse anche cattivi pensieri. Una piazzetta, pedonalizzata, che fa da sfondo al centro di spiritualità.

Lunedì, 14 Maggio 2012 01:00

QUANDO LA MORTE CI FA PAURA

Si dimentica forse una donna del suo bambino, cosi da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai.
Ecco, sulle palme delle mie mani ti ho disegnato, le tue mura sono sempre davanti a me (Is 49, 15-16)

Lunedì, 07 Maggio 2012 01:00

LA MALATTIA

Siamo fatti per vivere felici, anche con il nostro corpo.
Ma capita che il corpo si ammali.
Perché l’uomo è anche un essere fragile: presto o tardi è colpito dalla malattia, e talvolta ne muore.
Ma l’uomo esiste per vivere, non per soffrire!
Come riesce ad attraversare questa prova?
Può condividere con altri questa esperienza?
In che modo la Chiesa accompagna i malati?

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