Mercoledì, 07 Giugno 2017 10:05

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo

11 giugno 2017
Santissima Trinità
Solennità – Ciclo Liturgico Anno “A”

Prima Lettura
Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso. (Es. 34,4b-6.8-9)

Dal libro dell’Esodo

In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».


Parola di Dio

 

SALMO RESPONSORIALE
A te la lode e la gloria nei secoli. (Dn 3,52-56)

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.

 

Seconda Lettura
La grazia di Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo. (2Cor 13,11-13)


Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.


Parola di Dio

 

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene.

Alleluia.

 

Vangelo
Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. (Gv. 3,16-18)

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù a Nicodemo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».


Parola del Signore

 

Commento

“Dio ha tanto amato il mondo da dare Suo Figlio” è una frase a cui forse abbiamo fatto ‘abitudine, ma se ci fermiamo a meditare questa Parola possiamo renderci conto di quanto grande e forte sia l’amore di questo nostro Padre. Nella bibbia c’è stata un’altra figura a cui fu chiesto il sacrificio di un figlio: Abramo. Immaginate quest’uomo anziano, saggio e pieno di fede. Ha sempre vissuto con il desiderio di essere padre ma la moglie Sara è una donna sterile. Allora ha un figlio dalla sua serva ma avviene che Dio mantiene la Sua Promessa: Sarà sterile e vecchia partorisce un figlio che sarà chiamato Isacco. La felicità viene però turbata da una dura prova. Dio chiede ad Abramo l’impossibile: sacrificare al Signore Isacco figlio prediletto.

Abramo si fida e accetta di fare la Sua Volontà e con lui anche Isacco che se prima ignaro di tutto successivamente comprende che l’agnello sacrificale sarà lui. Un’immagine forte, un padre straziato che incrocia lo sguardo di quel figlio inerme che sta per uccidere. “Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio».” (Gen 22,10-13). È quasi angosciante immedesimarsi in questi momenti, però sappiamo che la storia finisce bene perché conosciamo Dio come Amore ed è impossibile che Lui avrebbe permesso questa crudeltà inaudita. Bene! Dio però ha fatto altro ancora più forte: ha sacrificato Suo Figlio. Ma ci rendiamo conto? Per un attimo vogliamo avvicinarci, entrare in empatia, indossare i panni di Gesù, un ragazzo che si fida del Padre e accetta di fare la Sua volontà, con non pochi momenti di sconforto, di paura, di angoscia e tutto questo perché? Per salvare noi! Per darci la speranza che con Dio si vince la morte! “Tu vali il sangue di Cristo”. E noi riusciamo a vincere le nostre piccole o grandi morti trovando speranza in Lui? Risurrezione, Speranza, c’è un ulteriore passaggio bello in questo vangelo, Dio non condanna, non ha mandato Suo Figlio per condannare ma per salvare. Chi è capace di un amore così? Dio non è quello che dall’alto ti guarda e legge la tua vita con una bella penna rossa per evidenziare i tuoi sbagli. Niente di tutto questo, Lui è quello che tifa per te; gli stai a cuore è dalla tua parte. Ma capisci la ricchezza? Dio è dalla tua parte, e per farsi vicino si è fatto uomo. Non pensiamo a Dio come distante, entità suprema; apriamoci a Lui in un’esperienza di amore, pensandolo come “salvezza” e non come qualcuno da rispettare, come norme da applicare. Quando ti affidi a Lui, lo ascolti, comprendi che solo Lui può rendere la tua vita piena anche nei momenti di sofferenza, riscopriamo il sapore delle cose, dei giorni, dei momenti. Forse pensiamo che seguire Cristo è camminare su una strada con dei paletti, con delle limitazioni, bella ma che non sentiamo nostra. Non è così e soprattutto chi vive la condizione di genitore, sa benissimo che per il bene dei figli devono essere detti dei no! Ma anche chi ama, nell’amicizia, tra fratelli a volte voler il bene dell’altro è impedirgli di compiere qualcosa che lo farebbe soffrire è preservarlo.

Pensiamo allora che Dio è un PADRE e come tale vuole soltanto la nostra Felicità Piena.

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