Sabato, 30 Dicembre 2017 14:54

Il capolavoro della Misericordia di Dio

1 gennaio 2018
Maria Santissima Madre di Dio
Ciclo Liturgico Anno “B”

Prima Lettura
Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò (Nm 6,22-27)

Dal libro dei Numeri

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».


Parola di Dio

 

Salmo
Dio abbia pietà di noi e ci benedica (Sal 66/67)

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.

 

Seconda Lettura
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna (Gl 4,4-7)

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati

Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.
E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.


Parola di Dio

 

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.
Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti;
ultimamente, in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio.

Alleluia.

 

Vangelo
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù (Lc 2,16-21)

+ Dal Vangelo secondo Luca.

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.


Parola del Signore

 

Commento

“Nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge” (Gal 4,4). Così Paolo descrive il Cristo venuto nella carne, che è entrano nella storia umana, uomo fra gli uomini. “Nato da donna” è espressione spesso adoperata dalla mariologia per dare risalto a Maria Madre del Dio fatto uomo e alla sua figura di modello e di maternità anche per noi. A mio avviso, la frase si limita semplicemente a riferire l’elemento estremamente terreno, carnale che Cristo ha voluto assumere immedesimandosi nella nostra condizione. Anche lui, cioè, come uomo è nato da una donna, è stato concepito carnalmente pur restando Figlio di Dio, ha assunto forma umana prendendo carne da un soggetto femminile. Tutto questo non pregiudica però che egli si sia sottomesso a maternità sia in quanto Dio che in quanto Uomo. Entrando a far parte dell’umanità, Cristo da Figlio di Dio è diventato Figlio dell’Uomo, mantenendo intatta la sua divinità ma vivendo come uomo la vita divina. In altre parole è rimasto sempre, in ogni caso, vero Dio e vero Uomo. Di conseguenza ecco la figura di Maria in relazione a questa sua condizione: la Vergine è Madre di Dio in quanto Madre del Dio che si era incarnato, del Dio che si faceva uomo.

Nell’incarnazione avviene che Dio diventa uomo, condivide con noi la nostra natura, fa ingresso nella nostra storia senza violarla, ma percorrendone tutte le tappe e sperimentando quanto di più umano possa essere esperibile. Egli però non rinuncia ad essere Dio, ma semplicemente unisce la natura umana e la natura divina, in una solta Persona (Ipostasi). Come descrive Sant’Agostino, nel Figlio di Dio vi sono effettivamente due nascite: la prima è quella eterna, per la quale egli è “generato, non creato”, l’altra è invece temporale e in essa a Betlemme egli viene concepito di Spirito Santo nella carne nel grembo di Maria. Di conseguenza, Maria è Madre di Dio, cioè del Dio che si fa uomo fatta salva la sua divinità. Ella è madre del Dio fattosi carne allo scopo di apportare la nostra salvezza. Nell’incontro con Maria Elisabetta riconosce in lei la Madre del Verbo: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me” (Lc 1, 48) professando così la fede nel Dio che si incarnava per la salvezza degli uomini e riponendo nella stessa Madre del Verbo tutte le sue speranze e fondando anche tutte le sue attese.

Andando oltre, avviene però che la maternità di Maria non resta affatto un tesoro geloso che la Vergine custodisce per sé o limita al proprio Figlio. Come deliberatamente affermò Paolo VI in una certa occasione del Concilio Vaticano II, Maria essendo Madre di Cristo (Dio - Uomo) è anche Madre della Chiesa, poiché noi tutti, battezzati, formiamo con lui un unico Corpo. Madre quindi della Chiesa in quanto Madre del Capo (Cristo) che è sempre unito alla sue membra (i battezzati cristiani). Di conseguenza Maria estende la sua maternità anche a ciascuno di noi, che ci sentiamo ulteriormente sospinti a progredire in forza di una speciale protezione e di un imput che ci sprona a fare di meglio. La presenza di una Madre celeste non può che incutere coraggio e non può che animarci e guidarci verso i sentieri di vita, fiduciosi nell’avvenire.
Particolarmente in questo anno incipiente 2017, la Madre del Signore ci da un saggio particolare della sua intercessione, perché ci invita a coltivare speranze e attese per progetti che intraprenderemo per i prossimi mesi, e la sua intercessione materna mentre ci rassicura ci invita anche a cercare sempre lo stesso Cristo Signore in ogni ambito, a rivolgere costantemente l’attenzione verso il Dio Amore che non manca mai di guidarci chiamandoci alla comunione con sé. La Madre di Dio rivaluta ancora una volta, del resto, la verità che Dio assume la sua umanità fino in fondo, sottomettendosi con umiltà e senza riserve a una madre terrena dalla quale avverte la necessità di dover apprendere e dalla quale essere guidato costantemente.

 

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