Sabato, 20 Gennaio 2018 09:40

“Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino”

21 gennaio 2018
III domenica del Tempo Ordinario
Ciclo Liturgico Anno “B”

Prima Lettura
I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia (Gv 3,1-5.10)

Dal libro del profeta Giona

Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Alzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli.
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.


Parola di Dio

 

Salmo
Fammi conoscere, Signore, le tue vie (Sal 24)

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Ricordati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

 

Seconda Lettura
Passa la figura di questo mondo (1Cor 7,29-31)

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo.

Alleluia.

 

Vangelo
Convertitevi e credete al Vangelo (Mc 1, 14-20)

+ Dal Vangelo secondo Marco

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.


Parola del Signore

 

Commento

Le letture di questa domenica danno l’occasione di riflettere su una realtà di fondo: quelli del Signore, eccettuando casi particolari e del tutto rari, non sono mai giorni straordinari. Dio si rivela infatti nell’immediatezza della vita ordinaria, nella spontaneità e nell’ordinarietà, nelle situazioni comuni della vita e quando la sua manifestazione avviene sotto questa forma indubbiamente reca sempre i dovuti frutti. Essi non riguardano immediatamente la vocazione, cioè la chiamata a una determinata missione o a un ruolo specifico, ma prima di tutto alla comunione con sé. Del resto, quando non si instaura in primo luogo una forte relazione filiale con il Signore, finché non si instaura una relazione di intima comunione filiale con lui, come potrebbe aver luogo un’adeguata corrispondenza al suo divino progetto, qualunque esso sia? Come si potrebbe mai rispondere ad un qualsiasi appello vocazionale divino quando non lo si concepisce come tale, cioè come disegno (appunto) divino e non umano? Occorre che si costruisca pertanto in primo luogo un rapporto di fede che si concretizzi nella speranza e traspaia nella carità e che sia il riflesso di un’interazione comunionale fra me e il Signore, affinché da parte mia sia in grado di individuare la mia vocazione ed elezione (1Pt 2). Occorre in definitiva accogliere innanzitutto la Parola di Dio che chiama a conversione. Così come avviene nell’esperienza del fantomatico profeta Giona, che sulle prime si era mostrato recalcitrante e refrattario al monito del Signore che lo invitava a recarsi a Ninive a predicare ma che dopo essere finito nel ventre di un pesce per essere da esso espulso concepisce finalmente che alla volontà di Dio non ci si può sottrarre: adempie il mandato del Signore, si rende suo portavoce invitando il popolo di quella città al ravvedimento e alla conversione e tale monito viene accolto. Ninive è conosciuta nella Scrittura per non essere una città facile all’ascolto della Parola di Dio: è simbolo di avversione al sacro e di ateismo, eppure i suoi abitanti prendono sul serio l’annuncio che Dio fa loro per bocca del profeta e si dispongono alla conversione che recherà loro salvezza. Più volte ho raccontato in questi interventi la mia personale vocazione al sacerdozio prima orientata nell’indirizzo secolare, poi concretizzatasi nella dimensione religiosa e mi sono reso conto di persona che adempiere le vie di Dio è molto più proficuo e fruttuoso che ostinarci sulle nostre prefisse volontà. Ma soprattutto posso confermare di persona che l’individuazione e l’elezione delle vie di Dio è possibile soltanto in un previo rapporto di fede, di intima comunione con Chi ci chiama alla conversione e rispondere a qualsiasi chiamata comporta sempre un doverci convertire. D’altronde qualora non ci si converte non ci si può illudere di avere fede, perché difficilmente ci si potrà radicare in Dio. Appunto questo è il senso dell’esclamazione di Gesù riportata oggi nel vangelo di Marco: Il tempo è compiuto, convertitevi e credete al Vangelo. Si intende dire in essa che in Gesù Cristo si è realizzata la piena rivelazione, l’automanifestazione assoluta di Dio che certamente avrà il suo culmine alla fine della storia ma che ora noi possiamo riscontrare nella presenza dello stesso Cristo in mezzo a noi. Con l’evento Gesù Cristo si è realizzato il Regno di Dio. Perché però possiamo accoglierlo con fede occorre che ci convertiamo. La conversione conduce infatti alla “radicalità”, all’essere saldi nella consistenza della fede. E questo renderà possibile una corrispondenza alla chiamata sulla scia dei discepoli che in un giorno come tanti altri diventano annunciatori e pescatori di uomini.

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