La quarta domenica di Avvento quest’anno coincide con la vigilia del Natale, a stretto contatto con il grande mistero della natività. E poi sulla nascita di Gesù che si concentra la parola di Dio di questa ultima tappa del cammino di attesa e vigilanza che il sacro Avvento. Il vangelo di Luca ci porta al momento dell’annunciazione del Signore. L’arcangelo Gabriele che si reca da Maria, nella sua casa di Nazareth e le dice: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te» E soggiunse: “Non temere”. Il motivo di questa gioia sta nel fatto che darà alla luce il Figlio di Dio. Infatti, l’avverte l’Arcangelo? Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Questo grande evento, come e quando avverrà è spiegato dall’Angelo, anche di fronte ai legittimi interrogativi che si pone la giovane donna Maria: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». La risposta è immediata. Tutto questo avverrà subito, appena Tu, o Maria, darai il consenso e tuo sì al piano di Dio. E avverrà in termini molto diversi dalla nascita di qualsiasi essere umano che viene in questo mondo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

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