Lunedì, 27 Febbraio 2012 00:00

PASQUA: GESÙ È VIVO

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Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

È risuscitato!

Festa della primavera e del rinnovamento, festa dei bambini che cercano le sorprese nelle uova di cioccolato, Pasqua è anche la maggiore festa cristiana, quella che riempie di gioia i cuori di tutti i credenti.

È un giorno in cui si celebra l’onnipotenza dell’amore di Dio, che vince le delusioni, i tradimenti e la morte stessa. “È vivo, è tornato dalla morte, è risorto!” gridano gli amici di Gesù davanti al sepolcro vuoto. A loro volta, i cristiani non smettono di proclamare questa “buona novella”:

siamo liberi dalla morte. Da questo giorno possiamo liberarci dalle forze distruttive che ci abitano e lasciare che la vita a poco a poco torni a riconquistarci. Anche noi, come Gesù, risusciteremo!

Siamo anche chiamati alla libertà e ad entrare nella vita che Dio ha voluto e ci ha dato. Dopo i quaranta giorni della Quaresima e i tristi giorni della passione, i cristiani fanno il loro ingresso in un tempo gioioso.

Storia di una festa

La festa cristiana di Pasqua ha radici nella Pasqua ebraica che celebra l’Esodo, un avvenimento centrale nella storia e nella fede di Israele. Questa festa commemora la fuga dall’Egitto, dove gli Ebrei erano schiavi del Faraone. Ricorda il passaggio dalla schiavitù alla libertà.

La Passione di Cristo si svolge a Gerusalemme, dopo che Gesù ha celebrato la Pasqua con i discepoli, come sicuramente ha sempre fatto fin da quando era bambino.

Il Vangelo di Luca riferisce infatti che “ I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua” (Lc. 2,41).

I cristiani hanno riconosciuto nella morte e risurrezione di Gesù il compimento di quello che prefigurava l’uscita dal­l’Egitto: la liberazione dal male e dalla morte.

La Quaresima

La festa di Pasqua è preceduta da quaranta giorni di attesa che fanno riferimento ai quaranta giorni trascorsi da Cristo nel deserto. È un periodo di penitenza, di digiuno e di conversione che inizia il mercoledì delle Ceneri e si conclude la Domenica di Pasqua. Nella Chiesa delle origini, la Quaresima è il periodo finale della preparazione al battesimo per i catecumeni (futuri battezzati) che devono riceverlo la notte di Pasqua.

A partire dal IV secolo, è un periodo segnato dall’austerità, sottolineata dalla serietà del suo colore, il viola, e dalla soppressione delle manifestazioni gioiose.

Oggi la Quaresima è sempre un periodo di preghiera, di digiuno e di condivisione, ma è anche un tempo propizio alla conversione e all’apertura del cuore verso Dio e verso gli altri.

La Settimana Santa

La settimana che precede Pasqua è vissuta dai cristiani in grande raccoglimento.

Inizia la Domenica delle Palme, giorno che ricorda l’entrata di Gesù a Gerusalemme tra due ali di folla acclamante e si conclude il Sabato, alla vigilia della Domenica di Pasqua. Lunedì, Martedì e Mercoledì preparano a entrare nel Triduum pasquale, ossia i tre giorni che evocano gli avvenimenti che segnano gli ultimi atti di Gesù, la sua morte e risurrezione.

Il giovedì l’ultima cena con i discepoli. Condivide il pane e il vino. Dice “fate questo in memoria di me”. Con queste parole e questi gesti istituisce l’Eucaristia. Lavando loro i piedi, fa l’ultima raccomandazione ai discepoli: siate al servizio gli uni degli altri. Venerdì Gesù è arrestato, giudicato e condannato alla crocifissione.

Muore nel pomeriggio. I discepoli lo depongono in un sepolcro e se ne vanno: cè il Sabbat! Sabato trascorre nell’angoscia e nella desolazione…

La Risurrezione

La Domenica Mattina, molto presto, le donne si recano alla tomba con oli aromatici per profumare il corpo di Gesù e rimangono stupefatte! La pietra è rotolata via, il sepolcro è vuoto. I vangeli raccontano che Gesù appare dapprima a Maria Maddalena e poi ai discepoli. A Tommaso, che si rifiutava di credere senza vedere, lascia toccare le piaghe e gli dice la famosa frase: “beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”. Sulla strada di Emmaus appare anche a due discepoli che lo riconoscono, condividendo con lui il pasto serale. Un’altra volta, sulla spiaggia, mangia pesce con tutti i suoi amici. La risurrezione di Gesù è il punto fondamentale della fede cristiana. Vincitore della morte, Cristo apre la strada della vita eterna a tutti gli uomini.

 

 

Mio Dio, è come se tutto fosse nuovo, come se tutto cominciasse stamattina.


Charles Pèguy

Perché Pasqua non ha una data fissa?

In primo luogo perché sempre di Domenica. Secondo regole fissate nel IV secolo, si celebra la Pasqua la Domenica che segue il plenilunio di primavera è il 21 Marzo, quindi Pasqua al più presto cade il 22 Marzo e al più tardi 25 Aprile.

Tradizioni di Pasqua

Sono stati i cristiani d’Oriente ad adottare l’uovo come simbolo religioso. Il suo guscio rappresenta il sepolcro da cui Cristo è uscito vivo. La tradizione dell’Occidente cattolico vuole che le uova siano fortemente colorate, a simboleggiare i colori della primavera, oppure semplicemente di rosso oscuro, simbolo del sangue di Cristo. L’agnello pasquale simboleggia Gesù condannato a morte.

Quale è la differenza tra risurrezione e Reincarnazione?

Quelli che credono nella reincarnazione varie vite e che nella migliore delle ipotesi ci prepariamo per la vita successiva, fino alla realizzazione di tutte le nostre potenzialità umane.

I cristiani invece pensano che la vita sia unica e che dopo la morte la comunione con Dio arriva al suo compimento. Rimaniamo noi, con il nostro corpo, ma libero dalle condizioni fisiche, un corpo “trasfigurato”. Rimaniamo, nella pre­ghiera e nell’amore, in contatto con i nostri intimi.

Gesù è veramente uscito dal sepolcro?

È la domanda che tutti si pongono! Quando arriva al sepolcro, l’apostolo Giovanni vede e crede. Lo racconta. Fino al­l’Ascensione, Gesù è apparso parecchie volte ai discepoli. Molti l’hanno visto e riconosciuto, e lo hanno testimoniato a volte rimettendoci la vita. Credere nella risurrezione di Gesù è un atto di fede, di fiducia nella sua Parola e in quelli che l’hanno trasmessa. Significa credere che l’amore e la vita sono sempre più forti della morte. Infine, significa credere che, come Gesù, risusciteremo dopo la morte ed entreremo con lui in un’altra vita.

 

 

Con Lui, viviamo


Gesù non risuscita per se stesso, ma per noi. Vuole portarci nella risurrezione.

E non soltanto la risurrezione progressiva, come una lenta e paziente maturazione nella nostra vita quotidiana. Dobbiamo comprendere che Gesù ci invita a essere uomini e donne trasformati.

Dobbiamo lasciare che il seme della grazia cresca in noi affinché il nostro sguardo, la nostra intelligenza, la nostra affettività siano trasformati. Dobbiamo, a poco a poco, imparare a guardare gli altri come Dio li guarda.

Jean Vanier

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