Gesù vive la storia guardando ogni cosa con gli occhi del Padre. Un giorno della sua eternità, il Padre vide il nulla. Fuori di Lui non esisteva alcuna cosa. Vi era dinanzi a sé un universo senza universo. Questo videro i suoi occhi di luce. La sua sapienza gli suggerì di riempire questo universo senza universo, creando l’universo visibile. Non dal nulla, ma nel nulla lui piantò la sua stupenda creazione. Infatti, la Scrittura non parla di creazione “dal nulla”, ma da materia non preesistente, il Libro della Sapienza, ispirandosi ai versetti della Genesi, parla anche di “materia senza forma”.

Gesù andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Missione che sembra un fallimento e invece si trasforma in una felice disseminazione: «percorreva i villaggi insegnando». A Nazareth non è creduto e, annota il Vangelo, «non vi poté operare nessun prodigio»; ma subito si corregge: «solo impose le mani a pochi malati e li guarì». Il rifiutato non si arrende, si fa ancora guarigione, anche di pochi, anche di uno solo. L’amante respinto non si deprime, continua ad amare, anche pochi, anche uno solo. L’amore non è stanco: è solo stupito («e si meravigliava della loro incredulità»). Così è il nostro Dio: non nutre mai rancori, lui profuma di vita.

Padre Alberto Abreu è il Cappellano dell’Ospedale Sant’Andrea. Una chiamata particolare, la delicatezza e la fede sono i segni che lo contraddistinguono. Una missione importante in un luogo di sofferenza, portare Dio dove è di casa. Esercita il suo Ministero con grande dedizione e amore. Ci accompagna con chiarezza verso quello che ai più mette paura, il conforto spirituale a chi trascorre le ultime ore su questa terra.

Sabato, 30 Giugno 2018 18:00

“Non temere abbi soltanto fede!”

Due miracoli; uno nell’altro. Domina la scena la persona di Gesù, sereno e consapevole in mezzo alla folla, di fronte alla donna che gli si accosta nascondendosi o accanto alla pena di Giàiro per la morte della figlia. Gesù è attento, premuroso, nelle parole come nel silenzio imposto; tutto di lui stupisce, non solo il segno prodigioso compiuto lasciando sfiorare il proprio mantello o toccando la mano della fanciulla morta. La donna e Giàiro si gettano entrambi ai suoi piedi, con dolore e fiducia.

Domenica, 24 Giugno 2018 12:47

Giovanni è il suo nome

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. Quando Zaccaria, sacerdote della classe di Abia, si trovò per sorte, nel tempio per l’incenso ricevette la buona notizia (Lc1,5): la sua preghiera, quella che come sacerdote stava facendo per tutto il popolo, era stata esaudita. Il tempo aveva raggiunto la sua pienezza, Dio, ancora una volta si era chinato sul suo popolo.

Queste due parabole, la prima propria di Marco mentre la seconda ha paralleli nei sinottici, hanno in comune diversi aspetti; il primo condiviso tra tante altre parabole è il paragone con il regno di Dio. È una espressione un po’ ostica, non percepibile immediatamente, neanche gli Apostoli ne hanno compreso bene il significato. Gesù dedica molte immagini per aiutarci a comprenderne il senso, nonostante questo, nei secoli, la discussione è stata ampia e diversamente articolata, lontana da una comprensione univoca.

Che tempismo! la madre di Gesù.... proprio nel bel mezzo di una disputa. E che disputa! Gesù si è appena sentito dare del posseduto’, dell’indemoniato, anzi, capo dei demoni. Ma Lui non si scompone, e sta al gioco! Invece di ribattere all’accusa, affermando di essere Figlio di Dio, il nemico peggiore che un demonio possa incontrare sulla sua strada, Gesù smonta l’accusa degli scribi, pezzo per pezzo, mettendo in luce la contraddittorietà della stessa: Come può Satana scacciare Satana? Se Satana si ribella contro sé stesso, è giunto al capolinea....

Prendete, questo è il mio corpo. Il verbo è preciso e nitido come un ordine: prendete. Stringente e senza alibi. Gesù non chiede agli Apostoli di adorare, contemplare, venerare quel Pane, dice molto di più: io voglio stare nelle tue mani come dono, nella tua bocca come pane, nell’intimo tuo come sangue, farmi cellula, respiro, pensiero di te. Tua vita.

Alla fine del prologo al suo vangelo Giovanni afferma: Dio nessuno lo ha mai visto (Gv 1,18). Non si tratta di un’affermazione relativa al passato, ma che vale ancora oggi: Dio resta non evidente, inaccessibile, invisibile, anche quando Gesù ce lo rivela, ce lo fa conoscere. A volte si dice che Gesù è il volto umano di Dio. In realtà questa affermazione è teologicamente errata perché Gesù è Dio stesso in mezzo a noi.

Sabato, 19 Maggio 2018 19:49

Lo Spirito Santo dono del Signore Risorto

In tutto il mondo oggi la Chiesa celebra l’evento nel quale si è pienamente compiuta la promessa di Dio, prima predetta dai profeti e poi annunciata da Gesù stesso. L’uomo incapace di rispondere all’amore di Dio, incapace di comprenderlo e seguirlo nei suoi progetti, dopo esser stato salvato, viene raggiunto da una potenza dall’alto (Lc 24,49), e viene abilitato a compiere integralmente la sua vocazione/missione.

Pagina 1 di 19