Sabato, 10 Febbraio 2018 10:03

Un lebbroso a Gesù: “se vuoi puoi purificarmi!”

11 febbraio 2018
VI domenica del Tempo Ordinario
Ciclo Liturgico Anno “B”

Prima Lettura
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento (Lv 13,1-2.45-46)

Dal libro del Levitico

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.
Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».


Parola di Dio

 

Samo
Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia (Sal 31/32)

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!

 

Seconda Lettura
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo (1Cor 10,31-11,1)

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.


Parola di Dio

 

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.

Alleluia.

 

Vangelo
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato (Mc 1,40-45)

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.


Parola del Signore

 

Commento

Sentirsi toccati dalla compassione per ritrovare la gioia della comunione.

Le parole di Gesù risorto che ascoltiamo nella preghiera personale e nella celebrazione comunitaria della sua Pasqua sono parole trasformanti, liberanti, potenti. Cambiano la situazione, sono parole “performatrici”.

Nel contemplare il testo del Vangelo di questa domenica immagino i catecumeni che ascoltavano lo stesso racconto e stavano imparando a scoprire e gustare il dono della Parola di Dio, la Parola del Cristo risorto, che genera conversione, qualità di vita rispetto a un vissuto più problematico della vita passata.

Il lebbroso è simbolo chiaro di isolamento, di comunione spezzata, di relazione negata. La Parola di Dio del libro del Levitico suona solo come una condanna inesorabile all’isolamento, alla separazione dalla comunità, alla sofferenza radicale per la mancanza di relazioni, certo, per motivi di salvaguardia del popolo dal pericoloso contagio. Pensare al lebbroso di quel tempo antico era pensare all’uomo condannato all’inferno della solitudine, della separazione e dell’isolamento Ma per noi oggi è il quadro della sofferenza di chi vive relazioni spezzate, di chi è solo, isolato.

Ora, credere nella Parola performativa di Gesù Cristo risorto è credere nell’azione dello Spirito Santo che, mentre tu ascolti, accogli, fai depositare nel tuo cuore e nella tua mente la Parola del Vangelo, nel silenzio e nella preghiera, agisce in te facendoti subito sentire che non sei mai stato solo, anche e soprattutto nei momenti più difficili della tua vita.

Lo Spirito Santo, dono pasquale del Cristo risorto, artefice e ispiratore della Parola scritta, protagonista della forza di questa Parola custodita nel cuore, ti fa comprendere che, in Cristo risorto, tu oggi stesso puoi sperimentare il tocco della compassione divina di Dio Padre, così come quel lebbroso sperimentò il tocco compassionevole di Gesù di Nazareth, del Verbo di Dio fatto carne.

Il vero miracolo è proprio questo “sentirsi da sempre amati”, amati dal Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo. Sentirsi toccati dalla compassione d’amore gratuito della Pellegrina Tenerezza divina, nel qui ed ora della nostra situazione esistenziale, forse attraversata da altre disgrazie e sofferenze paragonabili alla lebbra. Sentirsi toccati e amati. Sentire la potenza di quelle pochissime, ma incisive parole di Gesù: “Lo voglio!”

In Cristo risorto la volontà del Padre è ristabilirci nella comunione, prima con Lui, per poi sentire e gustare i segni di comunione e di fraternità che ci circondano, nonostante tutta la fatica del nostro vivere.

Stiamo allora in comunione nella tenerezza della misericordia divina e nella tenerezza dei molteplici gesti di comunione che si manifestano nella nostra vita quotidiana, segni dell’azione dello Spirito Santo nella concretezza della nostra storia.

Poco a poco, anche le forme peggiori di lebbra, che provocano le nostre separazioni, i nostri conflitti, i nostri isolamenti, scompariranno perché abbiamo creduto in Gesù, nostro Signore.

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