Sabato, 19 Maggio 2018 19:49

Lo Spirito Santo dono del Signore Risorto

20 maggio 2018
Domenica di Pentecoste
Solennità – Ciclo Liturgico Anno “B”

Prima Lettura
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare (At 2,1-11)

Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proseliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».


Parola di Dio

 

Samo
Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra (Sal 103/104)

 

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.

 

Seconda Lettura
Il frutto dello Spirito (Gal. 5,16-25)

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati

Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto, sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge.
Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.


Parola di Dio

 

Sequenza

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

 

Canto al Vangelo

Alleluia, alleluia.
Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Alleluia.

 

Vangelo
Lo Spirito di verità vi guiderà alla verità tutta intera (Gv 15,26-27; 16,12-15)

+ Dal Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da sé stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».


Parola del Signore

 

Commento

In tutto il mondo oggi la Chiesa celebra l’evento nel quale si è pienamente compiuta la promessa di Dio, prima predetta dai profeti e poi annunciata da Gesù stesso. L’uomo incapace di rispondere all’amore di Dio, incapace di comprenderlo e seguirlo nei suoi progetti, dopo esser stato salvato, viene raggiunto da una potenza dall’alto (Lc 24,49), e viene abilitato a compiere integralmente la sua vocazione/missione. Nella festa ebraica di Pentecoste in cui si celebrava in mezzo al suo popolo il dono della Legge, Dio stabilisce tra gli uomini la nuova Legge: quella dello Spirito Santo che, dopo esser stato effuso nei cuori dei primi apostoli (At 2,3-4), ha continuato e continua a effondersi sull’umanità, generando una nuova creazione che sarà evidente solo dopo la morte, ma i cui segni inconfondibili possono leggersi nella nostra storia, ogni giorno.

Ad esempio, Gesù nel vangelo ci dice che con l’invio dello Spirito Santo avverrà che Egli stesso testimonierà Gesù, e che anche i suoi discepoli lo testimonieranno (Gv 15,26-27). Se migliaia e migliaia di uomini e donne in passato (e ancora oggi) lo testimoniano tra indicibili sofferenze e persino fino a spargere il loro sangue, tutto ciò è un primo, inconfondibile segno della presenza e dell’azione dello Spirito nei credenti. Ma io amo soffermarmi come il nostro caro papa Francesco (cfr. il primo capitolo di Gaudete et exsultate), su segni ancora più piccoli. Nei giorni scorsi mi ha toccato nel profondo leggere la notizia di un uomo, autista di una azienda dei trasporti, che stava alla guida di un autobus con dei bambini da portare a casa. Ha avuto un grave malore ma, prima di perdere i sensi, ha rallentato, ha accostato il pullman al bordo della strada, lo ha fermato e poi è morto mettendo così al sicuro i bimbi. Ecco, mi è parso di cogliere in questi brevi secondi che hanno separato quest’uomo dalla morte, un segno dello Spirito Santo e, naturalmente, di uno che gli ha permesso di agire.

S. Paolo nella seconda lettura ci invita a camminare secondo lo Spirito (Gal 5,16). Questo significa che per il credente la vita è sostanzialmente un camminare nella fede, ovvero un cammino alla scoperta continua della presenza dello Spirito Santo in noi, per imparare a vivere sotto la sua guida. Ma questa decisione è per sé stessa fonte di un conflitto: la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne (Gal 5,17). Perciò anche i loro frutti sono diametralmente opposti (Gal 5,19-22). Anche se questa dimensione di lotta non sarà mai estinta finché camminiamo sulla terra, possiamo tuttavia esser certi: chi si lascia guidare dallo Spirito appartiene a Gesù Cristo (Gal 5,24), dunque a Colui che ha già vinto il mondo e dona la sua vittoria a chi a Lui si affida.

Un ultimo pensiero. Qualcuno potrebbe chiedersi: come fare per obbedire allo Spirito Santo? Come poter riconoscere la sua voce? Come vivere dello Spirito, cioè come lasciarsi guidare da Lui? Non ho alcuna pretesa di dare indicazioni puntuali e precise in merito, soprattutto se consideriamo quello che Gesù stesso dice in proposito, come riferisce il vangelo di Giovanni in un colloquio con Nicodemo: il vento soffia dove vuole, e tu ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va (Gv 3,8). Queste coordinate ci dicono quanto sia più fondamentale, prima di cercare la risposta a quelle domande, trovare in sé stessi una disponibilità sempre più totale per essere docili alle ispirazioni dello Spirito. Chi vuol seguire il Signore infatti, deve essere disposto a tutto. E qui viene il difficile e il bello. Perché? Difficile, perché lo Spirito Santo è l’Amore che ti chiede di perdere il tuo io così inclinato ad essere sempre al centro, e così interessato a controllare tutto e tutti. Bello, perché lo Spirito è la verità/amore che ti libera da te stesso, dai tuoi capricci, dalle tue false sicurezze, dalla tua voglia di essere quello che non sei. E ti libera per farti un dono più grande, l’unico in grado di dare una gioia duratura all’uomo: quello di amare, cioè di fare degli altri e di Dio il centro della vita. Siccome de-centrarci non è un’operazione facile e indolore, chiediamo insieme allo Spirito Santo, in questa Pentecoste 2018, di farci superare quella strana paura di perdere il nostro io per far vincere Dio.

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