Mercoledì, 01 Luglio 2009 01:00

1 luglio. LA FESTA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE

Proprio all’inizio di questo mese, dedicato a celebrare le glorie e i benefici del Preziosissimo Sangue di Gesù, la Chiesa ci ha fatto cele­brare fino a qualche tempo fa, in onore di questo Sangue, una festa solenne, quasi a coronamento del mese del S. Cuore.

L’origine di questa festa non è antica: risale a Pio IX, il cui pontifi­cato fu una delle epoche più gloriose per lo sviluppo di questa devozione. Già si celebrava in qualche luogo una festa del Preziosissi­mo Sangue nel venerdì della quarta settimana di quaresima, ma fu Pio IX a voler istituire una festa universale alla prima domenica di luglio, come un monumento alle vicissitudini della S. Sede e come un “Te Deum” perpetuo di ringraziamento per l’ottenuta liberazione dall’esilio di Gaeta. La festa fu poi fissata da S. Pio X al primo luglio.

II significato di questa solennità che si celebrava è del tutto affine a quello del S. Cuore, con cui aveva in comune il Vangelo della Messa. C’è un’intima relazione tra il Cuore e il Sangue, non solo perché dal Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia, sgorgò acqua e Sangue: ma anche perché il primo calice nel quale quel Sangue divino fu consacrato e vivificato, fu proprio il Cuore dei Verbo incarnato. La S. Messa esalta l’efficacia redentrice del Preziosissimo Sangue e ci invita a dissetarci alle fonti divine delle piaghe di Gesù, affinché il suo Sangue sia pegno per noi di vita eterna.

Fioretto: Esperimenta l’efficacia purificatrice dei Preziosissimo Sangue in una buona Confessione e tieni sotto controllo le disordinate passioni ricevendo spesso a larghi sorsi, nella santa Comunione, quel Sangue che fa germogliare la verginità nei cuori.

ORIGINE DELLA CONFRATERNITA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE. Fin dal 1600 in più luoghi della Spagna esistevano già confraternite dei Preziosissimo Sangue. Ce n’era una anche a Ravenna e un’altra fu eretta a Roma sotto Gregorio XIII. Ma il pontificato di Pio VII fu la grande epoca della storia di questa devozione. Albertini, Vescovo di Terracina, Bonanni, Vescovo di Norcia e S. Gaspare del Bufalo eressero in Roma, nella chiesa di S. Nicola in Carcere, un’arciconfraternita a cui ne furono in seguito aggregate altre sparse in tutto il mondo.

 

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