Lunedì, 26 Marzo 2012 01:00

COME PREGARE

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Se senti il desiderio dì pregare, è perché Dio lo ha già posto nel tuo cuore

La preghiera è necessaria!

Da dove viene quel bisogno impellente di pregare che tutti, prima o poi, proviamo? Forse dalla nostra natura umana: pre­ghiera è un attitudine umana universale che risale alla notte dei tempi. Questo desiderio di pregare viene da Dio che, in modo misterioso, chiama instancabilmente l’uo­mo affinché venga a incontrarlo. Ma la cosa non è poi così facile perché, fin dall’ini­zio, gli apostoli domandano a Gesù “insegnaci a pregare”. Gesù risponde: “quando pregate, non fate discorsi interminabili”, e insegna il “Padre nostro” ai suoi amici. San Paolo, da parte sua, dice: “ pregate incessantemente!”.

Ma come si fa a pregare incessantemente con poche parole? Gesù raccomanda anche: “quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

 

E, più avanti, Luca dice che i primi cristiani erano “assidui nel­l’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere”. Allora, si deve pregare da soli, in segreto, o con tutta la comunità? In poche parole, con l’aiuto del Padre nostro, o “incessantemente”? In realtà la preghiera è allo stesso tempo un appuntamento che prepariamo e un’improvvisazione che sgorga dal cuore, uno slancio verso Dio e un dono di Dio. Non sarà inutile avere qualche punto di riferimento per percorrere questo cammino dai mille possibili sentieri.

 

Prendersi tempo

Quando qualche cosa ci sta a cuore, la prima cosa che facciamo è prenderci il tempo necessario per occuparcene. Succede la stesso con la preghiera: se vogliamo avere una vita di preghiera, dobbiamo almeno dedicarle uno spazio quotidiano. La cosa migliore è riservare alla preghiera un po’ di tempo in un momento fisso, alla mattina o alla sera: quando le nostre attività non sono ancora cominciate, oppure quando il rumore del mondo tace. Quanto tempo? Non importa. L’importante è agire in modo conseguente e realista, il che vuol dire duraturo!.

Alcune condizioni

Per parlare con Dio abbiamo bisogno, come per qualsiasi appuntamento, di condizioni minimamente favorevoli: un luogo che ci piace (non importa quale), una posizione serena e allo stesso tempo attenta.

Ma ci serve anche un po’ di aiuto, perché Dio non ci parla come il nostro vicino di pianerottolo! Per ascoltarlo, dobbiamo lasciargli spazio nel nostro cuore e, se vogliamo parlargli, la cosa migliore resta sempre utilizzare le preghiere tradizionali proposte dalla Chiesa, a cominciare dal Padre nostro, oppure quelle della Bibbia, ad esempio I Salmi.

Tra decisione e abbandono

Ricordiamoci sempre di una cosa: se preghiamo, significa che Dio ci chiama per incontrarlo.

E quindi la preghiera non è il risultato dei nostri sforzi, ma un’iniziativa di Dio. Così, quando dedichiamo i nostri dieci minuti a Dio, cerchiamo di lasciare a lui l’iniziativa. Il nostro compito consiste essenzialmente nel mantenere giorno dopo giorno il nostro impegno iniziale. Per il resto, è Dio a tenere le redini. La preghiera richiede così la nostra volontà più ferrea, ma domanda anche il nostro abbandono filiale.

Un equilibrio a volte difficile, mai definitivo, ma che ci conduce direttamente verso Dio.

Farsi aiutare

Noi non siamo i primi a desiderare di impegnarci sul cammino della preghiera senza sapere da che parte prenderlo. Non dobbiamo avere paura né vergognarci di chiedere aiuto. Coloro che amano pregare e sono un po’ più avanti di noi saranno profondamente felici di condividere la loro esperienza. Libri, siti Web, riviste sono una buona risorsa. Ma niente vale un contatto diretto. Un ritiro perché no?

Le grandi tradizioni

I cammini della preghiera sono numerosi e molto vari. La preghiera monastica è forse ancora oggi la più viva e la più impressionante. Le abbazie sono apertissime ai cristiani. La preghiera del Carmelo è la più mistica: Teresa d’Ávila, Giovanni della Croce. Teresa di Lisieux, Elisabetta della Trinità ne sono gli esempi più fulgidi, Teresa di Lisieux l’ha resa accessibile a tutti.

 

Ma esiste anche la preghiera ignaziana che ci aiuta a scegliere il meglio per Dio e per noi. Senza dimenticare il rinnovamento Carismatico che ha riportato lo Spirito Santo alla ribalta.

Unirsi alla preghiera della Chiesa

La preghiera cristiana è a un tempo personale e comunitaria. Senza l’impegno personale, la liturgia ben presto si trasforma in un rito arido e privo di vita. E senza preghiera comunitaria, la nostra preghiera personale perde di sostanza. La nostra preghiera personale trova un reale compimento nell’eucaristia, che è il vertice e la fonte di ogni preghiera. Ricordiamo l’immagine della vite e dei tralci che ci ha dato Gesù: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla”.

Le distrazioni

Non è facile “reggere” davanti a Dio senza essere distratti dalle preoccupazioni quotidiane! Tutti ci lasciamo prendere dalle “distrazioni” mentre preghiamo. Che cosa possiamo fare? Innanzitutto non lasciarci distrarre da pensieri futili! Non dar loro importanza. Riprendere la preghiera da dove l’abbiamo lasciata. E poi, forse, approfittarne per offrire queste “distrazioni” – che in affetti sono le nostre preoccupazioni – e raccomandarle a Dio.

La preghiera di richiesta

 

Un’idea preconcetta fa ritenere la preghiera di richiesta una forma elementare, balbettante, di preghiera. La vera preghiera sarebbe quella di lode o di ringraziamento e, nella sua forma più alta, l’unione con Dio. Non lasciamoci smontare da queste classificazioni e preghiamo come possiamo. L’uni­ca cosa importante nella preghiera di richiesta è lasciare che Dio giudichi che cosa deve accordarci e che cosa no. A volte non è così facile: “Padre, non la mia, ma la tua volontà sia fatta”, È Gesù a parlare!

La liturgia delle ore

Se vogliamo pregare all’uni­so­no con la Chiesa, fermiamoci alle ore fissate della liturgia e preghiamo con i testi e le preghiere del giorno. Così saremo soli e allo stesso tempo tutti insieme e contribuiremo con molti altri cristiani, oggi, a riportare in uso questa forma di preghiera che sincronizza la nostra vita al ritmo di Dio.

L’influenza dell’Oriente

Che cosa si deve pensare di quest’altra idea, secondo la quale la saggezza di ogni preghiera e di tutta la vita spirituale si troverebbe in Oriente? Si deve in primo luogo distinguere: esiste la tradizione ortodossa della “preghiera del cuore” che ormai è conosciutissima in occidente, contiene anche considerazioni fisiologiche ed è un bene che sia così nota.

Gesù

Facci la grazia, ti prego
poiché bussiamo alla porta di manifestarti a noi,
Salvatore pieno d’amore.
Comprendendoti meglio,
riusciremo ad amate Te,
Te soltanto.
Sii, notte e giorno il nostro unico desiderio,
la nostra unica meditazione,
il nostro continuo pensiero.
Degnati di infondere in noi
tanto del tuo amore affinché possiamo amarti come devi essere amato.
La tua carità colmi tutte le nostre facoltà,
in modo che non sappiamo amare nient’altro all’infuori di Te,
che sei eterno.
Amen.

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